Zouk.it - La musica Zouk

Kompa (Compas), Afro-Zouk, Soca, Soukous, Biguine, Cadence, Calypso, Son Caribeño, Champeta Criolla, Koladeira, Funanà, Lambada-Zouk, Coupé-Decalé, ecc...

 

 

 

 

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 Haiti chérie. La musica. (Kompa o Compas)

Haiti è quella parte dell’Isola di Hispaniola, poco conosciuta, da noi in Italia, perché la sua notorietà è offuscata dalla più famosa Repubblica Dominicana e dal suo più famoso merengue. In realtà questa parte dell’isola da un punto di vista musicale, ha la stessa importanza delle altre isole dei Caraibi. La sua poca considerazione da parte dei “fratelli latini” è dovuta la fatto che ad Haiti si parla il creolo francese e il francese, di conseguenza, con la moda attuale che ci  fa credere che la musica latina e la musica caraibica sia solo appannaggio di quelle zone dove si parla la lingua spagnola,  ha di fatto creato una sorta di buio totale a livello musicale su tutte le altre isole che non parlano questa lingua, togliendoci la possibilità di conoscere altre realtà ritmiche. Ma se i “professori di musica” avessero veramente studiato e ascoltato tutta la musica caraibica si sarebbero accorti che la musica haitiana ha legami musicali con Cuba controdanza franco-haitiana/danzon cubano, Repubblica Dominicana méringue (si pronuncia merenghe) haitiano/merengue dominicano, la Guadalupe e la Martinica con la cadence e naturalmente con la musica africana. Ovviamente questi collegamenti si sono avuti negli anni passati e nel secolo precedente. Nel mio girovagare musicale ho trovato diverse canzoni dei Tabou Combo. il gruppo più famoso di Haiti trasformate in merengue e persino in lambada e samba, qualche artista colombiano e dominicano ogni tanto prende qualcosa dalla musica haitiana, per non parlare della notevole influenza che è esercitata sulla musica delle Antille francesi, passata e presente. Attualmente la musica più in voga ad Haiti è la compas derivata dal méringue, i cui precursori sono stati i  Tabou Combo, a partire dal 1968, anno della fondazione di questo gruppo. Gli altri ritmi che io conosco sono il voodoo-rock, che secondo me, di rock ha ben poco, il rara (altro ritmo voodoo) lo zouk e la beguine (in comune sempre con Guadalupe  e Martinica) , la cadence che fa parte integrante di queste musiche (perché il termine cadence significa cambiamento di ritmo durante una canzone, cambiamento di frase musicale), infatti la particolarità della compas, in alcuni casi, è che sembra di ascoltare un miscela di diversi brani. Mediamente le canzoni durano tra i cinque e gli otto minuti con punte a dieci minuti ma non bisogna spaventarsi perché non annoiano mai, sono delle piccole “opere”. Ovviamente ci sono anche le musiche folk locali. Gli artisti haitiani per la maggior parte vivono all’estero Miami, New-York, Montreal, Parigi, Guadalupe e Martinica e facilmente contaminano la loro musica con il jazz, il gospel, la salsa, il son cubano, il funky. Gli artisti più conosciuti sono, oltre ai Tabou Combo, Magnum Band, Beethova  Obas, Michel Marthelly, Coupe Cloue, Caribbean Sextet, Machine Rara, James Germain, Touco Bouz, T-Vice e altri ancora. Nel caso non trovaste i Cd di questi artisti in Italia potete sempre ordinarli via Internet.

 

    Brevi cenni storici su Haiti

Il 6 dicembre 1492 quando Cristoforo Colombo, vide per la prima volta Haiti, disse “ es una maravilla” e, infatti ebbe un’ottima visione: un mare di cristallo, una costa di sabbia dorata circondata da alberi di cocco, dietro la pianura e il verde intenso delle montagne coperte di fiori e di alberi di frutta tropicale. Gli indigeni Tainos, Arawak e Caraibes li accolsero benevolmente. Colombo diede a quest’isola il nome di Hispaniola. Dopo cento anni gli indigeni erano stati completamente sterminati dagli spagnoli e dopo qualche anno comincio l’epoca dei bucanieri che fecero diventare, la Tortuga al largo di Capo Haitien il centro mondiale della pirateria. Quando i francesi, in seguito, conquistarono l’isola la chiamarono con il nuovo nome di Saint-Domingue. Da questo momento in poi inizia l’epoca d’oro di Haiti, grazie alla forza lavoro degli schiavi importati dall’Africa, l’isola diventò la colonia più ricca del mondo, tanto da essere soprannominata la Nuova Parigi. Verso la fine del 1880 gli schiavi stufi di essere sfruttati dai padroni delle ricche  piantagioni, cominciarono a ribellarsi e,  con l’aiuto di un potente prete voodoo, Boukman, misero a ferro e fuoco l’isola, dando così inizio alla rivoluzione di Haiti. Fra i rivoluzionari si distinse Toussaint Louverture, uno schiavo nero, che grazie alle sue pacifiche negoziazioni tra bianchi e neri, riuscì a ottenere l’indipendenza della colonia. Non fu molto fortunato, perché dopo un po’ di tempo Napoleone inviò le sue truppe, lo fece arrestare e deportare in Europa dove morì a Besaçon nel 1803. Louverure non arrivò, a vedere la successiva vittoria sui francesi ottenuta dal suo successore Jean-Jacques Dessalines e la conseguente proclamazione di Haiti come prima repubblica nera, il 1 gennaio1804.La vita di questo nuovo stato non fu facile, le potenze bianche si rifiutarono di riconoscere questo stato nero e gli haitiani rimasero isolati dal resto del mondo. La conflittualità politica interna portò a continue cadute e cambiamenti di governo fino al 1994. Dal 1915 in poi gli stati Uniti hanno esercitato una influenza continua su questo paese. Il periodo più triste di quest’isola cominciò nel 1957 con l’elezione alla presidenza di François Duvalier un sanguinario e crudele dittatore. “Papa Doc” Duvalier represse continuamente l’élite mulatta. Nel 1971 morì e gli successe il figlio Jean-Claude che continuò a portare alla rovina il paese. Nel 1986 finalmente lo cacciarono, ed elessero, non senza grandi contrasti, il prete Aristide. Dopo un po’ anche lui in seguito fu costretto all’esilio ed Haiti fu colpita da un embargo internazionale. Nel 1994 Aristide con l’aiuto degli Stati Uniti rientrò nell’isola e per Haiti iniziò un periodo di tranquillità e di rinascita economica. La lingua ufficiale di questa isola è il francese ma gli abitanti parlano, normalmente il creolo francese, conoscono lo spagnolo e l’inglese.

 

Haiti l’Africa dei Caraibi.

La visita al paese, meno conosciuto dei Caraibi, inizia con la capitale Port-au-Prince fondata nel 1749, quando era un villaggio di poche persone, ora è una città di un milione di abitanti. L’edificio più importante è il Palazzo Presidenziale costruito negli anni venti sulle rovine del vecchio palazzo in legno distrutto da un incendio negli anni precedenti. Arriviamo poi al monumento del Marron Inconnu statua di bronzo che raffigura uno schiavo mentre da il segnale di inizio della rivolta. Poi di seguito è importante visitare il Museo del Panthéon nazionale Haitiano dove si trova il corpo di T. Louverture, la cattedrale e l’Iron Market dove si possono trovare le vari forme di arte haitiana. Nelle colline sopra la capitale si trova Pétionville, la parte elegante di Haiti dove si trovano gli alberghi migliori. A250 chilometri dalla capitale si trova Cap Haitien chiamata tempo addietro la Parigi del Nuovo Mondo, ora è un punto di partenza per le gite alle rovine del Sanssouci Palace e la Cittadelle la Ferriére, chiamata l’ottava meraviglia del mondo. Queste costruzioni furono edificate all’inizio del 1800 dall’unico re che ha avuto Haiti, Henri Christophe. Una parte di quest’isola molto pittoresca è la cittadina di Jacmel famosa per le sue spiagge belle e incontaminate con centinaia di palme di cocco e un mare blu. Altro luogo da visitare è Ville Bonheur, ai confini con la Repubblica Dominicana, luogo mistico dove si radunano i pellegrini.

 

Arte e religione

Una caratteristica di Haiti, conosciuta in tutto il mondo, sono i pittori naif che si possono trovare lungo le strade delle città dove espongono i loro quadri, ugualmente importanti sono le botteghe degli artigiani, molto abili a creare con qualsiasi tipo di materiale, diverse forme e oggetti per essere venduti al miglior offerente. Haiti è l’isola dei Caraibi che ha la più alta concentrazione di  artisti. Il credo religioso più praticato è il rito voodoo di tradizione africana con i suoi miti, i suoi riti,  la sua musica. L’energia che sacra che sprigiona vi farà vivere delle ore di rara intensità.

Tabou Combo - Mabouya

 

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